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Il progetto

la casa dei talenti

Terre del Buontalenti nasce per unire gli sforzi e l’ingegno dei piccoli produttori toscani con l’esperienza e le conoscenze di Alberto Antonini. Un progetto ambizioso che parte dalla terra e dalle tradizioni, per dare forma a vini genuini, naturali, capaci di trasmettere tutto il potenziale della viticoltura toscana.

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Buontalenti come “casa” dei Talenti,
un mosaico di quadrati, terre, composte magistralmente.
Il richiamo con le eccellenze italiane è forte: la casa, il mosaico, lo stile.

alberto antonini
Laureato in Scienze Agrarie all’Università di Firenze nel 1985, redige la propria tesi di laurea con una ricerca sui vitigni in via di estinzione in Toscana, è cosi che inizia il suo percorso nel mondo del vino. Svolge numerose esperienze formative in Francia e California. Alberto, visionario, con un esperienza di oltre 25 anni nei più importanti paesi produttori di vino, è l’ideatore del progetto Terre del Buontalenti. Un esperto che abbraccia il cambiamento, ma tenendo sempre come punto di riferimento dei solidi principi: rispetto del territorio, valorizzazione di ogni vitigno, legame profondo con l’approccio tradizionale alla coltivazione della vite. Per Alberto la qualità è già presente in natura, la sua missione è preservarla nel vino prodotto.
Un progetto ambizioso
In Terre del Buontalenti si attuano tutti gli insegnamenti dei bravi contadini di un tempo.
Integrando gli elementi positivi della contemporaneità, mettendo al bando l’invasività della chimica di sintesi, responsabile della perdita di sapori e della sempre minore longevità dei vigneti.
Per crescere insieme 
La viticoltura sostenibile è parte integrante della nostra filosofia di produzione: minimo impatto sui vigneti con pratiche di coltivazione volte a mantenere l’integrità e fertilità del suolo, stimolando le difese naturali della vite ed esaltando la capacità di espressione di ogni vigneto. La riduzione al minimo intervento caratterizza anche l’approccio in cantina, puntiamo infatti alla massima qualità evitando pratiche invasive. Per questo i vini sono genuini e biologici, fedeli all’impronta del luogo e frutto dell’andamento stagionale. Il gruppo di lavoro, guidato da Alberto Antonini, è l’anima del progetto stesso, ogni individualità viene valorizzata, promuovendo le singole attitudini.